Alpino Luigi Brangero, classe 1921, era il quarto dei cinque figli di Giovanni
Brangero, classe 1877, di Arguello(partecipò alla prima guerra mondiale
nonostante avesse ormai 38 anni) e di Margherita bianco classe 1891, nativa di
Roddino
Luigi
aveva appena 21 quando fu ferito a
Karabut, trasportato all’ospedale da Campo di Annovka, situato a una decina di
Km.a Nord Est di Rossosc(diventata poi Aleinìkovo), dove vi era la base della
Divisione Cuneense comandata dal Generale Battisti, morì il primo Novembre 1942 e qui fu sepolto.
Le spoglie furono rimpatriate unitamente a quelle di altri 31. I 32 militari cuneesi esumati nei cimiteri campali dell’ex Unione Sovietica, risultano morti
tra l’estate del 1942 e il gennaio del 1943. Quindi soldati( dalla classe 1913
a quella del 1926) che erano partiti con il corpo di Spedizione italiano in
Russia(Csir) già nell’estate 1941 o con il secondo contingente (l’Armir
)nell’estate 1942. Luigi essendo caduto nei mesi in cui era ancora possibile
dare sepoltura nei cimiteri di guerra venne sepolto ad Annovka, altri, come il
cugino Lorenzo fu tra quelli che non fu
possibile identificare e di cui casualmente si recuperarono la piastrina di
riconoscimento. Quando il 17 gennaio iniziò la grande ritirata, che si trasformò
subito in rotta, nessuno aveva più tempo e modo di seppellire i caduti che
vennero abbandonati nella steppa ghiacciata. I superstiti di quell’
inferno(Carlo Capra, Dario Rivetti, Mosca Guseppe, Picchetta Celso, Bosio
Cesare, Bosio Guido) hanno ricordato: <Purtroppo dovevamo lasciare anche i
feriti più gravi e quelli che non riuscivano a tenere il passo della colonna in
ripiegamento>.
Nelle
lettere di Luigi si legge sovente che invia i saluti anche del cugino Lorenzo,
dichiarato disperso e di cui si ritroverà la Piastrina custodita nel Municipio
di Arguello, di Filippo Boffa 1917 di Lequio Berria ritornato, di Nibale Mossio
1922 di Arguello Disperso e decorato con la Croce di guerra, di Gallo Giuseppe
1921 di Lequio Berria Disperso, di Mario Adriano 1922 inviato prigioniero in
Germania, ritornò ma dopo pochi mesi morì a causa dei danni subiti per gli
esperimenti subiti in prigionia.
BRANGERO LORENZO
Lettere di Luigi dalla Russia
11
8 1942 xx°
Trovandomi
sempre in buona salute ho pensato di farvi sapere mie notizie. Ci troviamo
sempre sul treno e pensiamo al nostro destino e speriamo sempre che vada bene e
che Dio ci aiuti.Siamo partiti da Cuneo tutti allegri e siamo ancora allegri e
non pensiamo a dove siamo passati. Abbiamo fatto tante di quelle risate a
vedere quei posti e sentire parlare quella gente per noi così strana. E’ già da
quattro giorni che marciamo e sentiamo
parlare le lingue più strane e quando torneremo non ci sarà nessuno che ci
capisce. Son già nove giorni che siamo venuti via dall’Italia, ma posti così
belli non ne abbiamo più visti. Dal treno si vedono solo case di legno e dove
siamo passati c’è tutto rovinato e distrutto dai tedeschi. Speriamo che presto salti per aria anche
tutta la Russia. Oggi ho anche visto il cugino Lorenzo, ma lui è su di un’altra
tradotta e anche lui è in gamba. Ora vi saluto di vero cuore e state sempre
allegri e in gamba. Vostro figlio Luigi. Saluti anche da Lorenzo, e Gallo. Ciao
non pensate male. L’alpino è sempre in gamba.Baci
Caporale Lorenzo Brangero
3
9 1942 P.M. 203 Starnabel
Carissimi
genitori trovandomi seduto sotto la mia tenda, stanco da una marcia ho pensato
di scrivervi questa lettera per farvi sapere mie notizie. La salute è ottima
come spero di voi tutti. Son per dirvi che a momenti è un mese che marciamo in
questa terra russa un po’ in treno e a piedi non abbiamo ancora visto una
montagna. E’ tutta pianura e non si vede una pietra, una pianura che sembra non
finire mai. Ma a forza di marciare, un giorno o l’altro arriveremo alla fine
del mondo! Or son per dirvi che l’altro giorno ho mandato a casa i soldi della
deca e spero che li abbiano mandati perché ho fatto il vaglia in fureria, li ho
mandati perché non sapevo cosa farne, a spenderli non si trova perché non si
trova niente da comprare, e così ho pensato di mandarli a casa perché ho paura
di perderli. Soltanto che c’è dentro poco, danno solo 10 Lire al giorno, 300
lire al mese. Appena li ricevete fatemi sapere perché ho piacere. Voi direte
che non vi ho mandato tanto, ma se mi vedeste a casa sareste più contenti.
Quando mi scrivete mandatemi a dire quello che fate a casa, bene come me ve la
passerete, perché io tutti i giorni cambio casa e cambio abche paese, sembra di
essere in villeggiatura. Ora termino di scrivere lasciandovi i più sinceri
auguri da chi sempre vi ricorda. Vostro figlio Luigi. Saluti anche dal cugino
Lorenzo e Filippo, Nibale e Gallo, siamo sempre tutti in gamba e sempre
assieme. Ciau Scrivete presto.
Nibale Mossio 1922
16
09 1942 XX° P.M.203
Carissimi
genitori
Vengo
a voi con questa mia lettera per darvi mie notizie. La salute è ottima come
spero sempre di voi tutti. Ho scritto questa lettera per farvi sapere che vi avevo detto che vi avevo
mandato a casa i soldi invece me li hanno dati proprio oggi, avevano detto che
ve li avrebbero mandati all’indirizzo di casa ed io ero fisso che avrebbero
fatto così e invece ve li manderò al principio di Ottobre tutti insieme, per
voi sarà lo stesso ne riceverete di più. Ora son per dirvi che siamo qui fermi
che aspettiamo il nostro destino ben vicino al fronte, ma pure il nemico non
l’abbiamo ancora visto e la speranza è ancora buona per oggi e poi per
l’avvenire si vedrà. Sto sempre pensando a casa che è molto lontana e chissà
quando sarà quel giorno che vi rivedrò. La mia speranza e idea è che sarà
presto. Penso sempre a casa ma dopo aver pensato tanto lascio perdere e mi
metto a scherzare come facevo sempre in Italia e così il tempo passa di più e
intanto è uguale, da pensare a non pensare. Qui bisogna starci lo stesso, ormai
siamo qui. Mi sono lasciato crescere il “Pizzo” e sembro un russo. Ora vi
saluto tutti di vero cuore, vostro figlio Luigi. Scrivete più sovente! Saluti
anche a tutti i vicini e saluti anche dal cugino Lorenzo, da Filippo, Nibale e
Gallo. Ciau tanti baci.
21
09 1942 P.M. 203
Cara
mamma , proprio oggi mi è arrivata la tua cara lettera che da molto aspettavo
per sentire le tue care parole. E io subito ho voluto risponderti. La salute è
sempre ottima come spero sempre di te e di tutti. Ho scritto da sotto la mia
tenda che per ora sarà la mia casa. Sono molto stanco per una lunga marcia che
ci ha avvicinati al nemico, ma questo non vuol dir niente, basta aver la
fortuna, e speriamo che il Signore ci aiuti.
Pensando
a quando ero a casa e mi lamentavo sempre, ma se verrà nuovamente quel giorno
che ritornerò a casa non mi sentirete più lamentarmi. Purtroppo quando uno non
ha ancora visto niente della bella vita si lamenta sempre. Cara mamma, quando
mi scrivi mandami a dire qualche novità da casa, e cosa fate in questi giorni e
nella lettera metti dei bolli per Via aerea e così ricevete più presto la mia
posta. E appena sapete che i pacchi possono essere spediti mandatemi subito del
tabacco che mi fate proprio piacere. Fra pochi giorni vi spedirò a casa i soldi
dei due mesi che tanto non ne faccio niente perché non si trova niente da
comprare, e c’è solo della miseria in Russia. Ora vi saluto di vero cuore e ti
abbraccio. Tuo affezionatissimo figlio Luigi.
Non
pensate male, perché gli Alpini sono sempre in gamba e non temiamo niente.
Saluti anche dal cugino Lorenzo, Nibale, Filippo, Gallo e tutti gli altri che
ci troviamo sempre insieme. Ciau Baci
SCRIVI
28
09 1942 P.m. 203
Cara
Mamma, proprio oggi ho ricevuto la tua lettera che tanto mi ha fatto piacere di
sentire le tue belle parole che mi dicono che state tutti bene come posso dirti
di noi al presente. Son per dirvi che ormai son tre o quattro giorni che siamo
giunti proprio vicino al nemico, al suo fronte, ma non pensate mai male perché
tanto è uguale, e vostro figlio qua saprà salvarsi anche di fronte al nemico. Si
sente tutto il giorno le nostre nemiche(armi) a cantare, ma il primo giorno mi
faceva effetto, ora non ci penso più, ma speriamo che questa musica presto sia
finita e di ritornare tutti alle nostre case e di non pensare più a questi
tempi che passiamo in questi giorni.Ora smettiamola di questa naia. Ho sentito
nella tua lettera che il fratello Carlo è già andato alla visita, allora
speriamo che prima di arrivare dalla Russia di trovarlo a Cuneo soldato. In
questi giorni farà il furbo perché coscritto. Digli pure che la faccia andare
adesso che è ancora a casa, perché poi quando sarà sotto naja si troverà
pentito. Quando mi scrivete mandatemi a dire se lo hanno fatto abile o no. Mi
avete anche detto che il cugino Carlo è già partito, quando sapete il suo
indirizzo fatemelo sapere. Mi dite che quest’ anno si dovrebbe fare il vino
buono, bene cercate di farne tanto e buono che quando ritorneremo a casa
possiamo bere e prendere qualche sbornia che ci faccia stare un po’ in
allegria. Ora vi saluto e vi dico che questa è la prima lettera che vi scrivo
dalla trincea con vicino la mia arma. Salutando vi pensa ,Vostro figlio Luigi.
Saluti anche da Filippo e tutti.
Scrivete ciau Baci. Non pensate male.
Mandatemi dei bolli.
30
Settembre 1942 P.M. 203
Carissimi
genitori, vengo a voi per dirvi che la salute è ottima come spero sempre di voi
tutti. Ormai son passati due mesi di questa vita russa e dirvi che sia tanto
bella non posso, perché nei nostri posti si stava molto meglio. E’ già da un
po’ che siamo di fronte al nemico e così non si sta mai tranquilli, certo non
bisogna dormire in questi momenti e dove ci troviamo noi. Per ora tutto è andato bene, ma speriamo continui
così e che Iddio ci aiuti fino alla fine di questa vittoria. Mi dite che Carlo
mio fratello è andato alla visita di leva, fatemi sapere se lo hanno preso o no
o lo hanno fatto rivedibile. Datemi anche notizie del cugino Carlo, dove si
trova a fare il soldato. Con queste notizie, il tempo passa più in fretta e poi
fa piacere sapere notizie anche da lontano. Sono felice che la madrina è stata
contenta di sapere notizie di Lorenzo. E’ da un po’ che non ci troviamo perché
siamo divisi, ma anche lui sta bene, ne sono sicuro. Filippo lo vedo quasi
tutti i giorni perché viene a portarci la spesa e anche lui sta bene. Se mi
scrivete mandatemi dei bolli per posta aerea che così ricevete prima le mie
lettere. Scusatemi se ho scritto male ma ho scritto mentre ero di guardia nella
trincea vicino alla mia arma alla quale per ora ci voglio più bene che alla mia
casa perché è quella che mi salva la vita. Vi saluto e vi faccio i più sinceri
auguri di vero cuore, vostro
affezionatissimo figlio. Saluti anche a tutti i vicini e alla mia madrina.
Saluti da Nibale e Gallo coi quali ci troviamo sempre insieme. Luigi . SCRIVETE!
22
10 1942 P.M.
Carissimi
genitori, giungo a voi con questo mio scritto per farvi sapere mie notizie. La
salute è sempre ottima come spero di voi tutti. Ora non so cosa dirmi di
questo, son già più di venti giorni che non ricevo posta da casa, o che siete
tutti morti oppure non scrivete, non credo abbiate tanto di quel lavoro da non
avere il tempo di scrivere. Scrivete quando potete e mandatemi della carta per
scrivere, fate un pacco piccolo con dentro due o tre pacchetti di sigarette. Da
quindici giorni fa vi mandato a casa i soldi L 558 e appena li ricevete
fatemelo sapere, li ho spediti alla posta dei Tre Cunei. Siamo ancora sempre
qua e finchè va così va ancora bene, ora fa già freddo ma tra qualche giorno
che arriverà il grande freddo che ci farà tremare di più del nemico. In questi
giorni al mattino il gradino è già a meno dodici. Speriamo che anche questo
passi, tutto sta a non prendersela e poi tutto avrà fine. Ora son per dirvi di
dire al fratello carlo che se la passi bene in questi giorni che va alla
visita, che faccia molta allegria e che non pensi a me. Ditegli di di bere due
bicchieri di vino alla mia salute, che io posso bere nemmeno l’acqua perché non
ce n’è di acqua pulita e bisogna berla anche sporca. Mandatemi a dire se lo
hanno preso o no e scrivete! Ora vi
saluto perché devo andare di guardia e vi faccio i più cari auguri di buone
feste anche a Carlo e Giuseppe . Chi sempre vi ricorda, vostro figlio Luigi.
Scrivete e mandate il pacco se potete. Saluti anche da Filippo,Nibale, da Gallo
e da tutti i paesani.
23
10 42 P.M 203
Carissimi
genitori, ieri dopo tanto tempo che aspettavo, mi è giunta la vostra cara
lettera e son contento che di salute state bene come posso dirvi di me al
presente. Ho ricevuto anche i tre bolli. Era già da treo quattro giorni che non
ero più tranquillo perché pensavo sempre a casa e non sapendo notizie mi
chiedevo se foste tutti morti. Nella lettera mi dite che avete fatto del buon
vino. Guardate di lasciarne un po’ per
quel giorno , se Iddio vorrà, che si
ritorna a casa. I soldi che vi ho mandato li ho spediti il 2 Ottobre,
L. 558. Quando li ricevete fatemelo sapere. Vi
faccio i più cari e sinceri saluti. Chi sempre vi pensa, giorno e notte. Vostro
figlio Luigi. Scrivete! Tanti saluti anche dal cugino Lorenzo che anche se non
ci vediamo, lui si lamenta sempre ma sta bene! Il nemico non lo vede.
Saluti
da Filippo,Nibale e Gallo.




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