lunedì 23 dicembre 2013

BRANGERO LUIGI ARGUELLO 1921



Alpino Luigi Brangero, classe 1921, era il quarto dei cinque figli di Giovanni Brangero, classe 1877, di Arguello(partecipò alla prima guerra mondiale nonostante avesse ormai 38 anni) e di Margherita bianco classe 1891, nativa di Roddino
Luigi aveva appena 21 quando  fu ferito a Karabut, trasportato all’ospedale da Campo di Annovka, situato a una decina di Km.a Nord Est di Rossosc(diventata poi Aleinìkovo), dove vi era la base della Divisione Cuneense comandata dal Generale Battisti,  morì il primo Novembre 1942 e qui fu sepolto. Le spoglie furono rimpatriate unitamente a quelle di altri 31. I 32 militari  cuneesi esumati nei cimiteri campali dell’ex Unione Sovietica, risultano morti tra l’estate del 1942 e il gennaio del 1943. Quindi soldati( dalla classe 1913 a quella del 1926) che erano partiti con il corpo di Spedizione italiano in Russia(Csir) già nell’estate 1941 o con il secondo contingente (l’Armir )nell’estate 1942. Luigi essendo caduto nei mesi in cui era ancora possibile dare sepoltura nei cimiteri di guerra venne sepolto ad Annovka, altri, come il cugino Lorenzo fu tra quelli  che non fu possibile identificare e di cui casualmente si recuperarono la piastrina di riconoscimento. Quando il 17 gennaio iniziò la grande ritirata, che si trasformò subito in rotta, nessuno aveva più tempo e modo di seppellire i caduti che vennero abbandonati nella steppa ghiacciata. I superstiti di quell’ inferno(Carlo Capra, Dario Rivetti, Mosca Guseppe, Picchetta Celso, Bosio Cesare, Bosio Guido) hanno ricordato: <Purtroppo dovevamo lasciare anche i feriti più gravi e quelli che non riuscivano a tenere il passo della colonna in ripiegamento>.

Nelle lettere di Luigi si legge sovente che invia i saluti anche del cugino Lorenzo, dichiarato disperso e di cui si ritroverà la Piastrina custodita nel Municipio di Arguello, di Filippo Boffa 1917 di Lequio Berria ritornato, di Nibale Mossio 1922 di Arguello Disperso e decorato con la Croce di guerra, di Gallo Giuseppe 1921 di Lequio Berria Disperso, di Mario Adriano 1922 inviato prigioniero in Germania, ritornò ma dopo pochi mesi morì a causa dei danni subiti per gli esperimenti subiti in prigionia.
BRANGERO LORENZO
Lettere di Luigi dalla Russia 
11 8 1942 xx°
Trovandomi sempre in buona salute ho pensato di farvi sapere mie notizie. Ci troviamo sempre sul treno e pensiamo al nostro destino e speriamo sempre che vada bene e che Dio ci aiuti.Siamo partiti da Cuneo tutti allegri e siamo ancora allegri e non pensiamo a dove siamo passati. Abbiamo fatto tante di quelle risate a vedere quei posti e sentire parlare quella gente per noi così strana. E’ già da quattro  giorni che marciamo e sentiamo parlare le lingue più strane e quando torneremo non ci sarà nessuno che ci capisce. Son già nove giorni che siamo venuti via dall’Italia, ma posti così belli non ne abbiamo più visti. Dal treno si vedono solo case di legno e dove siamo passati c’è tutto rovinato e distrutto dai tedeschi.  Speriamo che presto salti per aria anche tutta la Russia. Oggi ho anche visto il cugino Lorenzo, ma lui è su di un’altra tradotta e anche lui è in gamba. Ora vi saluto di vero cuore e state sempre allegri e in gamba. Vostro figlio Luigi. Saluti anche da Lorenzo, e Gallo. Ciao non pensate male. L’alpino è sempre in gamba.Baci


Caporale Lorenzo Brangero


3 9 1942 P.M. 203 Starnabel
Carissimi genitori trovandomi seduto sotto la mia tenda, stanco da una marcia ho pensato di scrivervi questa lettera per farvi sapere mie notizie. La salute è ottima come spero di voi tutti. Son per dirvi che a momenti è un mese che marciamo in questa terra russa un po’ in treno e a piedi non abbiamo ancora visto una montagna. E’ tutta pianura e non si vede una pietra, una pianura che sembra non finire mai. Ma a forza di marciare, un giorno o l’altro arriveremo alla fine del mondo! Or son per dirvi che l’altro giorno ho mandato a casa i soldi della deca e spero che li abbiano mandati perché ho fatto il vaglia in fureria, li ho mandati perché non sapevo cosa farne, a spenderli non si trova perché non si trova niente da comprare, e così ho pensato di mandarli a casa perché ho paura di perderli. Soltanto che c’è dentro poco, danno solo 10 Lire al giorno, 300 lire al mese. Appena li ricevete fatemi sapere perché ho piacere. Voi direte che non vi ho mandato tanto, ma se mi vedeste a casa sareste più contenti. Quando mi scrivete mandatemi a dire quello che fate a casa, bene come me ve la passerete, perché io tutti i giorni cambio casa e cambio abche paese, sembra di essere in villeggiatura. Ora termino di scrivere lasciandovi i più sinceri auguri da chi sempre vi ricorda. Vostro figlio Luigi. Saluti anche dal cugino Lorenzo e Filippo, Nibale e Gallo, siamo sempre tutti in gamba e sempre assieme. Ciau Scrivete presto.
                                              













 Nibale Mossio 1922




16 09 1942 XX° P.M.203
Carissimi genitori
Vengo a voi con questa mia lettera per darvi mie notizie. La salute è ottima come spero sempre di voi tutti. Ho scritto questa lettera per  farvi sapere che vi avevo detto che vi avevo mandato a casa i soldi invece me li hanno dati proprio oggi, avevano detto che ve li avrebbero mandati all’indirizzo di casa ed io ero fisso che avrebbero fatto così e invece ve li manderò al principio di Ottobre tutti insieme, per voi sarà lo stesso ne riceverete di più. Ora son per dirvi che siamo qui fermi che aspettiamo il nostro destino ben vicino al fronte, ma pure il nemico non l’abbiamo ancora visto e la speranza è ancora buona per oggi e poi per l’avvenire si vedrà. Sto sempre pensando a casa che è molto lontana e chissà quando sarà quel giorno che vi rivedrò. La mia speranza e idea è che sarà presto. Penso sempre a casa ma dopo aver pensato tanto lascio perdere e mi metto a scherzare come facevo sempre in Italia e così il tempo passa di più e intanto è uguale, da pensare a non pensare. Qui bisogna starci lo stesso, ormai siamo qui. Mi sono lasciato crescere il “Pizzo” e sembro un russo. Ora vi saluto tutti di vero cuore, vostro figlio Luigi. Scrivete più sovente! Saluti anche a tutti i vicini e saluti anche dal cugino Lorenzo, da Filippo, Nibale e Gallo. Ciau tanti baci.


21 09 1942 P.M. 203
Cara mamma , proprio oggi mi è arrivata la tua cara lettera che da molto aspettavo per sentire le tue care parole. E io subito ho voluto risponderti. La salute è sempre ottima come spero sempre di te e di tutti. Ho scritto da sotto la mia tenda che per ora sarà la mia casa. Sono molto stanco per una lunga marcia che ci ha avvicinati al nemico, ma questo non vuol dir niente, basta aver la fortuna, e speriamo che il Signore ci aiuti.
Pensando a quando ero a casa e mi lamentavo sempre, ma se verrà nuovamente quel giorno che ritornerò a casa non mi sentirete più lamentarmi. Purtroppo quando uno non ha ancora visto niente della bella vita si lamenta sempre. Cara mamma, quando mi scrivi mandami a dire qualche novità da casa, e cosa fate in questi giorni e nella lettera metti dei bolli per Via aerea e così ricevete più presto la mia posta. E appena sapete che i pacchi possono essere spediti mandatemi subito del tabacco che mi fate proprio piacere. Fra pochi giorni vi spedirò a casa i soldi dei due mesi che tanto non ne faccio niente perché non si trova niente da comprare, e c’è solo della miseria in Russia. Ora vi saluto di vero cuore e ti abbraccio. Tuo affezionatissimo figlio Luigi.
Non pensate male, perché gli Alpini sono sempre in gamba e non temiamo niente. Saluti anche dal cugino Lorenzo, Nibale, Filippo, Gallo e tutti gli altri che ci troviamo sempre insieme. Ciau Baci  SCRIVI



28 09 1942 P.m. 203

Cara Mamma, proprio oggi ho ricevuto la tua lettera che tanto mi ha fatto piacere di sentire le tue belle parole che mi dicono che state tutti bene come posso dirti di noi al presente. Son per dirvi che ormai son tre o quattro giorni che siamo giunti proprio vicino al nemico, al suo fronte, ma non pensate mai male perché tanto è uguale, e vostro figlio qua saprà salvarsi anche di fronte al nemico. Si sente tutto il giorno le nostre nemiche(armi) a cantare, ma il primo giorno mi faceva effetto, ora non ci penso più, ma speriamo che questa musica presto sia finita e di ritornare tutti alle nostre case e di non pensare più a questi tempi che passiamo in questi giorni.Ora smettiamola di questa naia. Ho sentito nella tua lettera che il fratello Carlo è già andato alla visita, allora speriamo che prima di arrivare dalla Russia di trovarlo a Cuneo soldato. In questi giorni farà il furbo perché coscritto. Digli pure che la faccia andare adesso che è ancora a casa, perché poi quando sarà sotto naja si troverà pentito. Quando mi scrivete mandatemi a dire se lo hanno fatto abile o no. Mi avete anche detto che il cugino Carlo è già partito, quando sapete il suo indirizzo fatemelo sapere. Mi dite che quest’ anno si dovrebbe fare il vino buono, bene cercate di farne tanto e buono che quando ritorneremo a casa possiamo bere e prendere qualche sbornia che ci faccia stare un po’ in allegria. Ora vi saluto e vi dico che questa è la prima lettera che vi scrivo dalla trincea con vicino la mia arma. Salutando vi pensa ,Vostro figlio Luigi. Saluti anche da Filippo e  tutti. Scrivete  ciau Baci. Non pensate male. Mandatemi dei bolli.

30 Settembre 1942 P.M. 203
Carissimi genitori, vengo a voi per dirvi che la salute è ottima come spero sempre di voi tutti. Ormai son passati due mesi di questa vita russa e dirvi che sia tanto bella non posso, perché nei nostri posti si stava molto meglio. E’ già da un po’ che siamo di fronte al nemico e così non si sta mai tranquilli, certo non bisogna dormire in questi momenti e dove ci troviamo noi. Per ora  tutto è andato bene, ma speriamo continui così e che Iddio ci aiuti fino alla fine di questa vittoria. Mi dite che Carlo mio fratello è andato alla visita di leva, fatemi sapere se lo hanno preso o no o lo hanno fatto rivedibile. Datemi anche notizie del cugino Carlo, dove si trova a fare il soldato. Con queste notizie, il tempo passa più in fretta e poi fa piacere sapere notizie anche da lontano. Sono felice che la madrina è stata contenta di sapere notizie di Lorenzo. E’ da un po’ che non ci troviamo perché siamo divisi, ma anche lui sta bene, ne sono sicuro. Filippo lo vedo quasi tutti i giorni perché viene a portarci la spesa e anche lui sta bene. Se mi scrivete mandatemi dei bolli per posta aerea che così ricevete prima le mie lettere. Scusatemi se ho scritto male ma ho scritto mentre ero di guardia nella trincea vicino alla mia arma alla quale per ora ci voglio più bene che alla mia casa perché è quella che mi salva la vita. Vi saluto e vi faccio i più sinceri auguri  di vero cuore, vostro affezionatissimo figlio. Saluti anche a tutti i vicini e alla mia madrina. Saluti da Nibale e Gallo coi quali ci troviamo sempre insieme. Luigi .                  SCRIVETE!



22 10 1942 P.M.
Carissimi genitori, giungo a voi con questo mio scritto per farvi sapere mie notizie. La salute è sempre ottima come spero di voi tutti. Ora non so cosa dirmi di questo, son già più di venti giorni che non ricevo posta da casa, o che siete tutti morti oppure non scrivete, non credo abbiate tanto di quel lavoro da non avere il tempo di scrivere. Scrivete quando potete e mandatemi della carta per scrivere, fate un pacco piccolo con dentro due o tre pacchetti di sigarette. Da quindici giorni fa vi mandato a casa i soldi L 558 e appena li ricevete fatemelo sapere, li ho spediti alla posta dei Tre Cunei. Siamo ancora sempre qua e finchè va così va ancora bene, ora fa già freddo ma tra qualche giorno che arriverà il grande freddo che ci farà tremare di più del nemico. In questi giorni al mattino il gradino è già a meno dodici. Speriamo che anche questo passi, tutto sta a non prendersela e poi tutto avrà fine. Ora son per dirvi di dire al fratello carlo che se la passi bene in questi giorni che va alla visita, che faccia molta allegria e che non pensi a me. Ditegli di di bere due bicchieri di vino alla mia salute, che io posso bere nemmeno l’acqua perché non ce n’è di acqua pulita e bisogna berla anche sporca. Mandatemi a dire se lo hanno preso o no e scrivete! Ora  vi saluto perché devo andare di guardia e vi faccio i più cari auguri di buone feste anche a Carlo e Giuseppe . Chi sempre vi ricorda, vostro figlio Luigi. Scrivete e mandate il pacco se potete. Saluti anche da Filippo,Nibale, da Gallo e da tutti i paesani.
Adriano Mario 1922 (vicino di casa dei Giamesi) Soffrì la Prigionia in Africa



23 10 42 P.M 203
Carissimi genitori, ieri dopo tanto tempo che aspettavo, mi è giunta la vostra cara lettera e son contento che di salute state bene come posso dirvi di me al presente. Ho ricevuto anche i tre bolli. Era già da treo quattro giorni che non ero più tranquillo perché pensavo sempre a casa e non sapendo notizie mi chiedevo se foste tutti morti. Nella lettera mi dite che avete fatto del buon vino. Guardate di  lasciarne un po’ per quel giorno , se Iddio vorrà,  che si ritorna a casa. I soldi che vi ho mandato li ho spediti il 2 Ottobre,
 L. 558. Quando li ricevete fatemelo sapere. Vi faccio i più cari e sinceri saluti. Chi sempre vi pensa, giorno e notte. Vostro figlio Luigi. Scrivete! Tanti saluti anche dal cugino Lorenzo che anche se non ci vediamo, lui si lamenta sempre ma sta bene! Il nemico non lo vede.
Saluti da Filippo,Nibale e Gallo.



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